P R O L I F E
Nasce la banca dati del microbioma. Un progetto per la salute di tutti gli italiani.
Progetto Microbioma Italiano: con il primo database della flora intestinale, un nuovo strumento per il benessere di tutti. Grazie a uno speciale kit, ognuno può inviare il proprio microbioma: il suo profilo resterà anonimo.
Questo articolo è pubblicato in Le Notizie Prolife

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E nato “Progetto Microbioma Italiano”, un progetto di ricerca innovativo, unico in Italia, sulla flora intestinale. L’obiettivo è costruire una banca dati che raccoglie i profili del microbioma intestinale della popolazione italiana. In questo modo sarà possibile studiare con maggiore efficacia la correlazione esistente tra tipo di flora batterica e stile di vita del singolo individuo.

In futuro i risultati di questa analisi statistica saranno di fondamentale importanza per ospedali e centri di ricerca, perché permetterà di stabilire lo stato di salute o di malattia di un paziente, semplicemente confrontando il suo microbioma con quello tipico di un soggetto sano o malato.

Il “Progetto Microbioma Italiano” ha come riferimento di successo uno studio effettuato negli Stati Uniti, lo “Human Microbiome Project”, che ha raccolto i dati del microbioma di più di 4800 americani. I risultati ottenuti stanno aiutando enormemente la ricerca medica e rappresentano un importante punto di partenza anche per l’Italia.

Il “Progetto microbioma italiano” nasce nel 2014 da un’idea del Dr. Fabio Piccini, medico e ricercatore in scienza della nutrizione, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Il partner tecnologico, che si occuperà della raccolta e dell’analisi dei microbioma, è BMR Genomics, un laboratorio specializzato nel sequenziamento del genoma.

I dati raccolti daranno un importantissimo contributo alla ricerca sul microbioma, con sviluppi molto donna-naturapromettenti rispetto ai seguenti temi:

  1. miglioramento dell’alimentazione umana in funzione del benessere dell’uomo e del suo microbioma;
  2. identificazione di marcatori predittivi dello stato di salute/malattia;
  3. analisi di supporto nei test di farmaci, alimenti, cosmetici, probiotici o trattamenti per il benessere dell’uomo e del suo microbioma;
  4. diagnosi e “cura” di patologie.

Il “Progetto Microbioma Italiano” è anche un esempio concreto di “Citizen Science”. Ogni cittadino, infatti, può partecipare alla costruzione della banca dati. Basta richiedere al “Servizio analisi microbioma” lo specifico kit di prelievo (un semplice tubino) e poi seguire le istruzioni per la raccolta di un campione della propria flora intestinale. Ogni campione sarà analizzato e i risultati individuali inviati a chi ha aderito. I profili raccolti saranno resi anonimi e, quindi, condivisi con i ricercatori coinvolti nel progetto.

Per ulteriori approfondimenti e informazioni: www.microbiomaitaliano.it

 

 

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